© Rugiada di Denise Rinaldi
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Odore e fumo moderati
Cos’e’ la Moxibustione?
Moxa è un termine inglese derivato dagli ideogrammi giapponesi Moe Kusa, che si riferiscono alla pratica di una tecnica terapeutica assolutamente originale e sconosciuta in occidente fino a qualche decennio fa.
Più che altro il termine Moxa si riferisce alla sostanza impiegata per effettuare la Moxibustione che rappresenta la tecnica terapeutica consistente nel riscaldamento di aree cutanee, sovrastanti punti di agopuntura o percorsi energetici, al fine di ottenere una risoluzione di evento patologico.
La Moxibustione avviene bruciando sopra o in vicinanza della cute, della polvere di Artemisia (Arthemisia vulgaris) al fine di ottenere una calorificazione della cute e, di riflesso, di strutture.
La Moxibustione si addice al trattamento di tutte le patologie dominate dal Freddo e dall’Umidità, siano essi penetrati dall’esterno o presenti all’interno (deficit di YANG), nelle patologie croniche sia con presenza di Calore o di Freddo e nelle patologie contraddistinte da forte stasi di QI e Sangue, poichè :
– velocizza la corrente energetica nei Meridiani
– disperde il Freddo e l’Umidità
– armonizza il rapporto tra QI e Sangue
– tonifica lo YANG
– si oppone ed espelle le energie patogene mantenendo la salute.
La pratica della Moxibustione non è indicata nelle patologie dove vi sia evidente preponderanza di Calore, su aree cutanee eritematose, o abrase, o ferite. Quindi non è indicata nelle forti ipertensioni con forte stasi di Calore, nelle ansie con eccesso forte di Calore, sulle aree cutanee psoriasiche o con lupus eritematoso, o con presenza di nevi sospetti o irritati.
I sigari di Artemisia creano un alone di calore con il quale l'operatore stimola punti specifici in corrispondenza dei meridiani energetici.
Non si sbriciola e brucia uniformemente.
Come si accende un sigaro di artemisiaCon un fiammifero, o meglio con un accendino, si accende una delle estremità del sigaro, soffiandovi sopra perché tutta la sezione sia incandescente e si consumi in modo regolare.
Questa è artemisia essiccata quindi fa fumo.
Come si usaSi avvicina con cautela la punta incandescente del bastoncino, tenendolo perpendicolare, al punto ben localizzato che si vuole trattare, e la si mantiene a una distanza di circa 5 cm.
Si deve sentire il calore penetrare progressivamente; si deve provare una sensazione dolce, non brutale, che gradatamente s'intensifica fino al limite oltre cui diventa spiacevole. Di solito si raggiunge questa soglia in circa 30 secondi, ma il tempo dipende ovviamente dalla sensibilità di ciascuno.
Prima ancora che si possa provare dolore bisogna allontanare il bastoncino per qualche istante, per diminuire l'intensità del calore. Quindi lo si avvicina di nuovo, sempre a circa 5 cm, per un tempo più breve, fino alla ricomparsa della sensazione spiacevole. Ancora una breve pausa e via di seguito.
Il procedimento si ripete più volte, finché il punto su cui si esegue l'applicazione non diventa tiepido o caldo e non comincia ad arrossarsi. Da quel momento l'applicazione della moxa è efficace e la seduta può terminare. Generalmente si raggiunge questo risultato in circa 3 minuti. Ovviamente, però, tutto dipende dal tempo dell'esposizione al calore e dalla durata della pausa, insomma, dalla soglia del dolore e dalla sensibilità di ciascuno.
Come si spegneSpegnere il bastoncino dopo l'utilizzo è molto semplice, ma richiede una certa attenzione.
Lo si può spegnere semplicemente sotto il rubinetto dell'acqua fredda, assicurandosi che non sprigioni più fumo e che la cenere sia fredda. In questo modo però non si può più riaccenderlo se non dopo almeno 48 ore.
Sarebbe meglio quindi spegnerlo soffocandone la brace, per esempio infilandolo in un recipiente di vetro del diametro di poco superiore, come una boccetta di medicinali vuota, oppure in un posacenere pieno di sabbia, o ancora in uno di quei tubi metallici nei quali vengono venduti i sigari.
© Rugiada di Denise Rinaldi